Ops…I did it again!

Dopo GHOST I-IV si pensava che i Nine Inch Nails avessero superato la “normalità” di album come Year Zero e With teeth, per esplorare nuovamente territori musicali sconosciuti ai più. Invece con quest’ultimo The Slip siamo sicuramente di fronte ad un passo indietro.Dopo l’intro 999,999 l’album parte realmente con 1,000,000 che non a caso è stato scelto come “soundtrack” per il video promozionale del tour americano del 2009. Il pezzo ha un beat bello cattivo ispirato ad altre produzioni recenti (Survivalism su tutte). Letting you ci regala una buona dose di distorsioni, sia vocali che strumentali, dopodiché l’album inizia a calare vertiginosamente con le successive tracks.Echoplex, Discipline ed Head down non convincono. Per fortuna arriva Light in the sky, forse la cosa migliore che questo disco ha da offrire, un piccolo capolavoro voce e pianoforte, minimalissimo e intimista. Corona radiata sembra l’inizio di The mark has been made (The Fragile), prolungato inutilmente per 7 minuti.The four of us are dying, che avrebbe potuto prendere posto tra le tracce del precedente GHOST I-IV, risolleva le sorti dell’album, mentre l’ultima traccia, Demon seed non sembra avere eccessiva sostanza, il che è grave trattandosi comunque del pezzo che chiude l’album. Nonostante testi sempre cattivi e arrangiamenti all’altezza, l’album scivola via senza lasciarci dentro ricordi indelebili. Sinceramente la prossima volta vorremmo che Mr. Self-destruct si impegnasse di più in studio e di meno in palestra.
BIOAi NIN va il merito di aver stravolto i canoni dell’industrial con un mix di potenza e melodia davvero unico, differenziandosi da altre band del genere come Ministry o KMFDM. È inoltre uno dei gruppi che negli ultimi anni ha saputo utilizzare in modo innovativo il web come strumento di distribuzione, oltre che di promozione della propria musica.Frontman e mente del progetto è Trent Reznor, autore dei testi dei NIN, oltre che delle musiche di alcuni film e videogiochi. In molti criticano i suoi ultimi lavori, ma non bisogna dimenticare che quest’uomo ha partorito capolavori come The downward spiral e The fragile e per questo merita la nostra eterna gratitudine.

ASCOLTA ANCHE:

Nine Inch Nails – Year Zero

David Bowie – Earthling

PRO: ottimi arrangiamenti

CONTRO: non all’altezza di lavori precedenti

di Pasquale Covino