Oltre alla forma della composizione, nei generi musicali vengono raggruppate soprattutto le persone a cui la musica stessa è destinata e il contesto da cui viene fuori. Se questo è vero, allora il rap non è solo una questione di stile, è qualcosa di più viscerale e problematico, espressione di realtà di vita quotidiana che passa per denuncie e critiche, terreno prediletto per la creazione di rime, strofe e provocazioni.
E di provocazioni, che nel panorama mainstream italiano scarseggiano, il Truce Klan ne ha sfornate tante, incarnando in sé, oltre alle classiche caratteristiche rappettare, anche quelle più forti ed estreme, per le quali il truce maggiormente si distingue.
La musica del T.Klan non è comune, nelle sue ambientazioni si respira aria putrida e immaginari osceni e pericolosi, quasi borderline, ai limiti dell’integrazione sociale.
Estremizzazioni artistiche? Licenze d’autore? No. Per il “Mondo Truce” questo è quello che si vive e si respira tra le strade di Roma, capitale meravigliosa e tragica che sintetizza nei soli confini del raccordo anulare alcuni dei più oscuri tratti della nostra società, tratti che i controversi e dissacratori rapper del Klan hanno in questi anni messo in piazza con muso duro e testa alta. È con questo spirito che il rap del truce è il rap del disagio.
Proposto in un linguaggio irriverente di rime al vetriolo, lo stile del Klan è stato capace di creare un vero e proprio filone musicale e di legare intorno a sè migliaia di fan, non solo rappettari doc, ma anche provenienti da scene diverse e contigue: dal punk al metal, dall’hardcore al rock.
Tutto è cominciato tra graffiti, sbornie da pub, rave illegali e vita di strada.
Da Sangue del 2003, disco di culto del gruppo, a oggi, sono passati diversi anni eppure la loro attitudine è rimasta intatta, i contenuti sempre più taglienti, le atmosfere inquietanti e macabre. Uno stravolgimento stilistico emotivo e contemporaneamente di contenuti che per la prima volta ha il coraggio di dire tutta la verità e di sbattere in faccia anche a chi fa finta di non vedere la reale situazione che si vive sia nel mondo musicale che per strada.
Un fenomeno complesso e controverso quindi, una sfida, forse un rischio, per qualsiasi etichetta, eppure il team di produzione e promozione, Quadraro Basement e Propaganda Agency, è stato capace di contare milioni di visualizzazioni per i video prodotti, grazie anche al supporto di registi e videomaker (Calibro9), che hanno contribuito a farli diventare un punto di riferimento per la musica indipendente nazionale, e non solo.
Sembra che il Klan sia diventato una questione seria ed in continua espansione, tante sono le date fatte in tutta Italia e le produzioni discografiche realizzate.


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