Un nome che suona dannatamente bene Chi ha spulciato qualche volta le curiosità di vinili house, fatto qualche ricerca sulla vita dei primi dj o si è chiesto da dove provenisse lo stile più elegante dell’elettronica in genere si è sicuramente imbattuto in questo nome, Larry Levan. Un nome che suonava dannatamente bene, come ammetteva lui stesso, forse per celare il fatto che la madre non si sposò mai nel calderone che poteva essere la Brooklin dei primi anni 50.
Legato da una profonda amicizia alla leggenda Frankie Knuckles, iniziò a mettere dischi nell’atmosfera easy e familiare del The Loft di David Mancuso. Tutti nomi pesanti, a cui dBustle dedicherà spazio nei prossimi numeri.
Le infinitè capacità artistiche di Larry si sposarono ben presto con l’uso di eroina e con amicizie pericolose negli ambienti gay newyorchesi.
Tuttavia queste amicizie ne facevano uno dei punti di riferimento della scena underground di quegli anni. Infatti dopo essere stato un light-joker (un addetto alle luci) al Continental Baths di Broadway, iniziò ben presto a sperimentare le prime tecniche di mixaggio, con cui deliziava gli amici prima al The Loft e poi al Gallery.
Qui, con Knuckles e Nicky Siano, si diede vita al primo beat matching, con l’incredibile introduzione dei tre piatti, i primi due per i dischi ed il terzo per poter spaziare con effetti e voci di vocalist sublimi.
Era nata la club culture, era nata la musica house, regina per eleganza in un mondo di frastuono.
Sebbene il nome del genere venga dal Warehouse di Chicago, era la scena newyorchese che la faceva da padrone.Nel 1976 Larry Levan prese le redini Paradise Garage, club aperto da Micheal Brody considerato la Mecca per gli amanti del genere. Il numero 84 di King Street entra nella leggenda.Il locale era un garage riarredato con la caratteristica di un impianto audio pauroso, uno dei migliori sound system, mai realizzati al mondo.Vide da subito la presenza di menti eccelse dell’arte di NY, quali Keith Haring e Madonna e fu tra i primi, insieme al Warehouse, ad eliminare le discriminazioni contro gli omosessuali.
Nonostante Knuckles si fosse trasferito definitivamente a Chicago, Larry continuò ad essere il punto di riferimento per la scena house made in NY.
Non ci piace parlare dell cose tristi, diciamo solo che purtroppo Larry Levan se n’è andato dopo che il Paradise Garage aveva chiuso e che parecchi protagonisti della scena artistica di quel tempo erano caduti nello stesso errore. Da brividi la descrizione che fa Francois Kevorkian di questi ultimi tempi nel film Maestro di Josell Ramos, dedicato alle origini della club culture.
Nel settembre 2004 gli è stato riconosciuto un posto nella Dance Music Hall of Fame, il minimo per celebrare un genio come lui.
di Noizepusher


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