Fango e sudore

Tutto nasce nella seconda metà degli anni ‘80, quando i Melvins iniziano ad appesantire il loro sound e a creare atmosfere sulfuree.

Dopo aver dato i natali al fenomeno grunge, la band del chitarrista Roger “Buzz” Osborne vira verso un suono cadenzato e fangoso. Da qui in poi, nulla sarà come prima.

I Black Sabbath portano il down tuning nell’hard rock, i Melvins lo rallentano.

L’atmosfera che si respira nell’America marcia e decadente di quegli anni contribuisce ad aumentare la rabbia partita con l’hardcore dei Black Flag negli anni ‘80.

Poi arrivano gli Eyehategod e il fango si trasforma in sudore:ritmiche più serrate e quadrate, riff e melodie cariche dello spirito blues, viscerale di New Orleans ed una voce carica di rancore e marijuana.

La melma che anni più tardi riverserà l’Uragano Katrina, si può sentire in ogni singola nota sputata fuori da una band che ha portato lo sludge su livelli ancor più estremi e “core”. Insieme ai Crowbar e agli Acid Bath, conterranei dei nostri, queste band vi faranno capire la vera attitudine di un genere che è sempre stato e sempre sarà, borderline, emarginato e incompreso dai più. Fino all’arrivo dei Neurosis,degli Isis e dei “più giovani” Pelican.

Nomi evocativi, che ben delineano il suono e le atmosfere post rock di formazioni nate nella rabbia ed evolute nella psichedelia più easy listening  e “pop”.Brani per lo più strumentali, che prendono lo stomaco e il cuore, come una bambolina vodoo nelle mani di Tim Burton.

Una grande ed etereogenea famiglia insomma, ricca di sfumature e di confini cangianti difficili da descrivere con  parole, ma che colpisce i sensi e non si dimentica facilmente…che vogliate il fango o il sudore. Due le etichette da tenere d’occhio per saperne di più: la Hydra Head (fondata da membri degli Isis) per quanto riguarda le sonorità più “morbide”; la Relapse Records per chi vuole spaccarsi i timpani senza passare per il via!

di Tiziano Giammichele

10 maggio 2009